TAT 051 – Red Dot of Suffering

Red Dot of Death, il nuovo incubo di Xbox360?Come ogni anno l’E3 lascia strascichi per settimane, e in questa puntata di Tecnica Arcana Telegrafica parliamo dei problemi della nuova Xbox 360s, tra cui il Red Dot of Death (o più precisamente “of Suffering“!), non gravi ma di certo neppure un bel modo per debuttare nell’agguerrito mondo dei videogames, e a proposito di debutti stentati, arriva OnLive, l’innovativo servizio on demand per la distribuzione dei contenuti. Tecnologia ok ma non eccezionale e pessime condizioni d’uso ne segneranno la fine prematura o questo è l’inizio di un incubo che può cancellare la storia dei videogames? Per finire, quando il caldo si fa insopportabile, immergiamoci nuovamente nell’Atlantico per tornare a Rapture, parlare un po’ di Bioshock 2 e scoprire la storia segreta del primo, inimitabile capolavoro!

Link:

Xbox360:
Red Dot of Death? Not quite.
Se siete molto sfigati o fessi, l’xbox 360 può ancora rigare i DVD
Xbox360 sbanca il Giappone, per la prima volta nella sua storia.

OnLive:
Le reazioni sul forum di OnLiveFans ai Term of Service
Prezzi di lancio da urlo (non in senso buono…) per OnLive
Una particolare recensione suggerisce problemi di texture stream, i server annaspano?
Una recensione “dalla strada”.
Gaikai: gli unici contenti dei prezzi di Onlive

Carlo consiglia Defense Grid in offerta  400 punti su Xbox Live!

Bioshock & Bioshock2:
Irrational Behaviour podcast. (Link alla home, la pagina del podcast ha problemi)
Cani in carozzina e Rane con gli imbuti nel sedere: l’evoluzione delle sorelline.
I documenti di design di Bioshock ( Parte 1 | Parte 2)
Unboxing Bioshock 2 Special Edition

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Citati: TA-20 Bioshock | TA-30 Dossier Onlive

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Musica utilizzata:
NyghtshadeMorticia’s Dance
Blazej LindnerMindmixing / Electric Storm / Dance of Devil / Midnight Theme / Fast Forward

Tratta dal Podsafe Music Network

12 pensieri riguardo “TAT 051 – Red Dot of Suffering”

  1. Bhè, sui dubbi riguardo la qualità (tecnica) dei videogiochi erogati dalla piattaforma (innovativa ma da affinare) onlive il mio parere è paragonabile a quello che ho riguardo al mercato musicale: la bassa qualità diventerà quella maggiormente diffusa ed usufruita senza che il grande pubblico percepirà la mancanza dell’alta qualità del passato.

    Il formato mp3 (e l’ipod che ha reso di massa il fenomeno) è stato (ed è) un’ammirevole innovazione tecnica che ha portato portabilità estrema e diffusione estremamente capillare pagando, e non poco, in termini di qualità.
    Faccio qualche esempio.
    Prendo i cd Love Over Gold (Dire Straits 82, remastered ovviamente) e The Division Bell (Pink Floyd 94) me li ascolto sullo stereo vecchiotto ma funzionante per bene e sento sonorità completamente diverse dagli stessi rippati (anche ad alta qualità) ed ascoltati sull’ipod o cmq prendendo come fonte il file.
    Se prendo gli ultimi due cd di Springsteen e compio le medesime operazioni, quasi non percepisco la differenza e noto, cmq, un appiattimento dei suoni (che non noto con Human Touch, sempre di Springsteen, ’92 per esempio).

    La qualità della musica (intesa come suono, sul resto si apre un concetto diverso :)) credo si stia abbassando perché la maggior parte delle persone (anche io) la usa come sottofondo per correre, per lavorare, in automobile e difficilmente ci si siede in poltrona per ascoltare un disco. I ragazzi più giovani, come le ragazzine di 13/14 anni che alleno) filtrano costantemente la musica dall’ipod e saranno i consumatori di musica dei prossimi anni, acquistata rippata da itunes o quello che ci sarà tra 10 anni.

    Ci sono e ci saranno i power gamer (e chi vuole la splendida qualità sonora) ma, sul periodo più lungo, non credo sia il bersaglio commerciale di onlive, alla gran parte dei gamers non interessa vedere una texture ultra raffinata od un riflesso fotorealistico (_molto_ probabilmente, come me, nemmeno li percepiscono), interessa di giocare in tempi brevi e (in futuro visti prezzi attuali!! :D) con investimenti modesti a giochi sufficientemente belli e coinvolgenti, così come la ragazzina (e anche gran parte di chi acquista musica) non percepisce la differenza tra l’hammond di James Taylor e un organo sintetizzato o non riconoscono il tocco ed il suono di Knoplfer sulla chitarra. Sia ben chiaro non per colpa delle multinazionali del disco e per quello che ci fanno ascoltare, semplicemente per questione che quello che loro vogliono è quello ed è più che sufficiente.

  2. Sui videogiochi come forme d’arte, ovviamente, non posso che essere d’accordo, se non altro per le mille milioni di ore passate tra Simon the sorcerer, Indiana Jones and the fate of atlantis e i vari monkey island (e che sto rigiocando tra l’altro ogni tanto a pezzetti :)) La dematerializzazione dell’opera pone il problema degli archivi, soprattutto se questi non dipendono da te e soprattutto se, vedi sopra, l’opera e usata per un fine ricreativo e non come fine a se stessa: se gran parte dei giocatori (ascoltatori di musica) giocano per passatempo una memoria storica non è così utile. Ciò che mi piacerebbe (e che sarebbe l’Itunes dei miei sogni) è un sistema misto per giocatori/ascoltatori “disattenti” e appassionati.
    Vado si itunes compro/noleggio il cd (o il videogioco) e in pochi istanti ci gioco/lo ascolto (per un prezzo ragionevole, un po’ di euri in base al mercato). Poi, anche dopo un po’ di mesi, se voglio posso farmi recapitare una versione per feticisti :)) Aggiungendo un po’ (non necessariamente poco, si parla di feticcio) mi arriva a casa il cd con i suoni più curati, perché no il vinile o altri sistemi ad alta fedeltà, qualche extra bellino e feticcioso (poster, book fotografici dei concerti..). Così per il gioco: magari mi recapitano la versione per pc ultraca$$uti o più curata nei dettagli per i feticisti del gioco (e per chi ha investito un po’ negli impianti pc/console/audio/video) e magari anche qui mappe e stupidate (feticciose) varie. Non solo packaging ma anche miglioramenti tecnici.

  3. Da autoproclamato sindaco di Rapture non posso che esternare il mio apprezzamento per la puntata, che ha reso alla nostra grande città un graditissimo omaggio.
    Preannuncio che, onde incrementare ulteriormente l’onda emotiva, i futuri “mietitori” saranno bambine in carrozzella con imbuti…..

  4. Onlive è l ennesimo esempio di come adesso vogliono vendere una licenza d’uso per un prodotto e fartela pagare come una versione completa (rivendibile o utilizzabile su più congegni). I giochi su PS Network e WII network costano quanto i nuovi o quanto gli usati se sono vecchi. Tra l altro sony non ha neanche la scusa della pirateria…

    i videogiochi sono arte! volete dire che sul MAME tra qualche anno non potrò essere blanka e poi snake? 🙁

  5. dimenticavo… sarei stato proprio curioso di come sarebbero riusciti a intenerirmi davanti ad un a rana con l’imbuto.. da cui tra l altro mi sarei aspettato tutto il tempo una gag bitonale che vi potete benissimo immaginare…
    byeyb

  6. Francesco – Kripsio – Boschetti :
    Bhè, sui dubbi riguardo la qualità (tecnica) dei videogiochi erogati dalla piattaforma (innovativa ma da affinare) onlive il mio parere è paragonabile a quello che ho riguardo al mercato musicale…

    guarda io ho un 5.1/6.1 e non l’ho mai montato mentre un bluray ogni tanto me lo guardo… l’occhio e l’orecchio per l utente medio non sono paragonabili, secondo me.

  7. Al momento non è ben radicata l’idea del videogioco come media alla pari di tutti gli altri media ed ancor meno il videogioco è ritenuto una forma d’arte. Probabilmente è solo una questione di tempo e di cambio generazionale, perchè anche se la wii ha ampliato il numero di videogiocatori, non ha al contempo modificato la percezione di molti casual gamer del “giochino” come passatempo minore.
    Non ho giocato Bioshock quando è uscito perchè non avevo un pc all’altezza. Ieri pomeriggio ho ascoltato il tuo podcast e mi è venuto voglia di provarlo. Ho scaricato la demo dal psn e stanotte alle 1:30 mi sono messo a giocare. Me la sono fatta addosso cavolo, Bioshock è claustrofobico e angosciante e forse complice il buio e l’ora non sono riuscito a finire neppure la demo. Comunque è proprio un gioco con un’atmosfera da paura (in tutti i sensi).

  8. Alessandro :

    Preannuncio che, onde incrementare ulteriormente l’onda emotiva, i futuri “mietitori” saranno bambine in carrozzella con imbuti…..

    Mi hai fatto sputare la coca cola sul monitor 🙂

    Francesco – Kripsio – Boschetti :

    Bhè, sui dubbi riguardo la qualità (tecnica) dei videogiochi erogati dalla piattaforma (innovativa ma da affinare) onlive il mio parere è paragonabile a quello che ho riguardo al mercato musicale: la bassa qualità diventerà quella maggiormente diffusa ed usufruita senza che il grande pubblico percepirà la mancanza dell’alta qualità del passato.

    Mmmm, tralasciando la questione del lag, alla quale difficilmente ci si può abituare, l’mp3 forniva una praticità mai vista prima, con la possibilità di portare con sè intere discografie, a discapito della qualità audio che è presto passata in secondo piano.
    Non vedo cosa offra onlive in termini di praticità (visto che le prestazioni…) rispetto ad una tradizionale console con distribuzione digitale dei contenuti. Onlive avrebbe senso (al limite) solo se offrisse un abbonamento flat che permettesse di giocare tutto il catalogo. Naturalmente tutto IMHO 🙂

    Paolo da Siena :

    Non ho giocato Bioshock quando è uscito perchè non avevo un pc all’altezza. Ieri pomeriggio ho ascoltato il tuo podcast e mi è venuto voglia di provarlo. Ho scaricato la demo dal psn e stanotte alle 1:30 mi sono messo a giocare. Me la sono fatta addosso cavolo, Bioshock è claustrofobico e angosciante e forse complice il buio e l’ora non sono riuscito a finire neppure la demo. Comunque è proprio un gioco con un’atmosfera da paura (in tutti i sensi).

    Benvenuto a Rapture. 😀
    Secondo me ciò che lo differenzia da altri giochi spaventosi (all’epoca mi terrorizzava RE2) è in parte la storia meravigliosa, i dialoghi eccellenti (quelli di RE sono SEMPRE ridicoli), e quell’atmosfera unica di Rapture: capisci che un tempo era un paradiso, ma ti rendi conto che è diventato il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Adoro questo contrasto che permea tutto il gioco.

  9. Del problema della conservazione dei videogiochi ha parlato ultimamente anche la radio tedesca B5 nel programma Computermagazin, disponibile in podcast. Ho così scoperto che esiste un museo dei videogames anche a Berlino: http://www.computerspielemuseum.de.
    Interessante è il progetto KEEP (Keeping emulation environments portable); per maggiori informazioni si può andare sul il sito: http://cordis.europa.eu/fetch?CALLER=FP7_PROJ_EN&ACTION=D&DOC=1&CAT=PROJ&QUERY=011f37a73b31:61ba:091d22f8&RCN=89496

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